Sono 2 milioni i contratti per diplomati e laureati

Anche a metà 2019 sembrano confermate le indicazioni positive sui nuovi contratti che le imprese intendevano stipulare nel 2018. E su un totale di 2 milioni di nuovi contratti di lavoro per giovani diplomati e laureati sono circa 1,6 milioni quelli destinati ai diplomati, mentre per chi è in possesso di una laurea la quota dei contratti dovrebbe superare il numero di 550 mila. Ma cosa fare dopo il diploma? È meglio scegliere di iscriversi all’Università o cercare subito un lavoro? E se si sceglie di proporsi sul mercato del lavoro, su quale professione puntare? Per aiutare i giovani nell’orientamento tra scuola e lavoro arriva uno studio del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal.

Nel 2018 dei circa 551.000 laureati richiesti 195.000 era di difficile reperimento

Secondo lo studio, quest’anno per i laureati ci sono buone opportunità di trovare un impiego. Per Unioncamere infatti si dovrebbe superare la quota di 550 mila contratti in cui è richiesto il possesso di una laurea. La richiesta da parte delle imprese interessa principalmente gli indirizzi economico e, a seguire, ingegneria, insegnamento e formazione e sanitario e paramedico. Nel 2018, però, dei circa 551.000 dottori richiesti dal mercato del lavoro, ben 195.000 era di difficile reperimento. Le difficoltà di reperimento per i profili di sbocco dei laureati sono infatti spesso elevate, e sono pari al 48,4% per gli specialisti nei rapporti con il mercato, al 52,5% per gli ingegneri energetici e meccanici, e al 64,8% per gli analisti e progettisti di software.

Amministrativi, finanziari e marketing i diplomi più ricercati

Tra i diplomi più richiesti dalle imprese spiccano invece quelli a indirizzo amministrativo, finanziario e marketing, seguiti dall’indirizzo meccanico e meccatronico, dal settore turistico ed enogastronomico, dall’elettronica ed elettrotecnica e dall’informatica e telecomunicazioni. Tra le professioni di sbocco per i diplomati, il 51,8% dei disegnatori industriali è difficile da reperire, ma difficoltà anche superiori si registrano per i tecnici elettronici (57,7%) agenti assicurativi e per gli elettrotecnici (71,5%). Tra i settori produttivi che richiedono laureati, riporta Adnkronos, la maggior parte delle richieste proviene dai servizi alle imprese, seguiti dai servizi alle persone, dall’industria manifatturiera, dal commercio, dalle costruzioni, dal turismo.

La difficoltà di reperimento è passata dal 21,5% nel 2017 al 26,3% del 2019

In base ai dati di Excelsior, la difficoltà di reperimento è passata dal 21,5% nel 2017 al 26,3% del 2019. Non si tratta solo dei cosiddetti lavori rifiutati, ovvero quelli più instabili sviluppati nell’ambito della gig economy. Unioncamere sottolinea che se è difficile trovare un diplomato su cinque, un laureato su tre è di difficile reperimento.  Le motivazioni più comuni alla difficoltà di trovare le figure richieste sono tre, riferisce Il Sole24Ore, offerta inferiore alla domanda, possesso di competenze non adeguate a quelle richieste dal mercato, e mancanza di persone con caratteristiche personali adatte alla professione offerta, o totalmente prive di esperienza. E questo vale per il 10% per i diplomati, e per l’8% per i laureati.

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