Nel 2017 la disoccupazione cala all’11,2%, e aumenta l’occupazione femminile

 

Nel 2017 il numero dei disoccupati cala all’11,2%, e dall’11,7% del 2016 scende di 0,5 punti. Lo evidenzia l’Istat nel suo rapporto sul mercato del lavoro, spiegando come il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-46 mila, -2,7%) sia i disoccupati di breve durata. Inoltre nel 2017 il numero di inattivi diminuisce per il quarto anno consecutivo, ma in misura meno marcata dell’anno precedente (-242 mila, -1,8%). Il calo interessa soprattutto le forze di lavoro potenziali (-213 mila, -6,4%). E per il terzo anno, nel 2017 prosegue la riduzione, sostenuta, del numero degli scoraggiati (-104 mila, -6,0%).

Aumentano i lavoratori dipendenti e quelli a tempo indeterminato

Il 2017, secondo l’Istat, “si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione”, che cresce per il quarto anno consecutivo (+1,2%, 265 mila), mentre il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,7 punti), sebbene rimanga 0,7 punti al di sotto del picco del 2008. L’aumento continua a interessare non soltanto i lavoratori alle dipendenze (2,1%, +371 mila), tornando a riguardare quelli a tempo determinato (+298 mila in confronto a +73 mila permanenti).

Prosegue poi la diminuzione del numero di lavoratori indipendenti (-105 mila, -1,9%), e per il terzo anno cresce il lavoro a tempo pieno in maniera più forte rispetto al recente passato (+231 mila, +1,3%). Si attenua invece la crescita del part time (+34 mila, +0,8%).

Nel 2017 cresce l’occupazione femminile

Nel 2017, aggiunge l’Istat, l’occupazione è aumentata più per le donne, sia nei livelli (+1,6% rispetto a +0,9% degli uomini) che nel tasso (+0,8 e +0,6 punti, rispettivamente). La riduzione della disoccupazione e del relativo tasso riguarda invece più gli uomini (-4,8% e -0,6 punti vs -2,0% e -0,4 punti per le donne), mentre il calo dell’inattività è più consistente per la componente femminile.

Per il secondo anno continua l’aumento del numero degli occupati di 15-34 anni (45 mila, +0,9), e per i 35-49enni alla riduzione del numero di occupati si accompagna l’aumento del tasso di occupazione (+0,6 punti), riferisce Adnkronos. Per gli ultra 50enni invece aumenta sia il numero di disoccupati sia il tasso di disoccupazione.

Nel Mezzogiorno si riduce il numero di inattivi

A livello territoriale la crescita dell’occupazione è simile in tutte le ripartizioni, mentre il calo della disoccupazione è più intenso nelle regioni settentrionali (-8,0% contro -3,7% nel Centro e -0,5% nel Sud). La riduzione del numero di inattivi e del tasso di inattività è lievemente più forte nel Mezzogiorno; peraltro nel Nord e nel Centro il calo del tasso di inattività riguarda soltanto le donne mentre nel Mezzogiorno entrambe le componenti di genere.

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Problemi di insonnia? Meglio una partita a Ruzzle di un sonnifero

 

Giocare a Ruzzle prima di addormentarsi aiuta a prendere sonno. Almeno, questo è quanto risulta da uno studio effettuato da un gruppo di docenti del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze, Psicologia, Area del Farmaco e Salute del Bambino di Firenze, e pubblicato sulla rivista internazionale Behavioral Sleep Medicine. Si tratta di una scoperta ottenuta su un episodio di sonno diurno, ovvero, un pisolino di due ore fatto nel primo pomeriggio, ma i ricercatori stanno confermando i risultati anche per il sonno notturno.

I partecipanti hanno effettuato due sonnellini…

Alla ricerca hanno partecipato 38 studenti universitari di età compresa tra i 19 e i 30 anni, riporta Askanews. Ciascuno di loro ha effettuato in laboratorio due sonnellini diurni in ordine bilanciato, uno di controllo (C) e uno preceduto da una sessione di training intensivo al gioco (TR). “Il sonnellino preceduto dal training è caratterizzato da un aumento della durata totale di sonno – spiega Gianluca Ficca, Direttore Laboratorio del Sonno Dipartimento di Psicologia dell’Università Vanvitelli – accompagnato da una riduzione della latenza di sonno (il tempo impiegato ad addormentarsi dopo lo spegnimento della luce), e da un aumento dell’efficienza, dovuto alla riduzione della frequenza dei risvegli”.

Il sonno è migliore, e dura in media 17 minuti in più

La durata del sonno è aumentata in media di 17 minuti in 31 soggetti (circa il 20 % in più), mentre il tempo impiegato a riaddormentarsi è ridotto in media di 4’10” (circa il 25% in meno). La continuità del sonno è nettamente migliorata, e la quantità di veglia dopo l’addormentamento si riduce in media di 5’30” (più del 20%, in 36 soggetti su 38). L’efficienza di sonno di conseguenza aumenta dal 55% al 69%, e la frequenza media dei risvegli è ridotta in tutti i soggetti. Infine, aumenta anche la stabilità del sonno, espressa dal numero di passaggi da uno stadio a un altro, ridotti del 10%.

Il training cognitivo, un rimedio contro i disturbi del sonno

“I risultati di questo studio rivelano interessanti implicazioni applicative cliniche e psicosociali, mettendo in discussione la credenza comune che l’attività cognitiva prima del sonno ostacoli la propensione al sonno stesso e la sua qualità, aumentando l’attivazione psicofisiologica. I nostri risultati – continua Ficca – aprono la strada alla possibilità di esplorare in futuro l’efficacia di sessioni pianificate di training cognitivo per la cura dei disturbi del sonno”.

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Il diritto all’oblio vale anche fuori dall’Europa: lo dice il Garante

 

Il garante della privacy si è espresso: il diritto all’oblio vale anche al di fuori dell’Europa. A seguito di questo pronunciamento, il garante ha ordinato a Google di deindicizzare gli url su un cittadino italiano da tutti i risultati della ricerca, sia nelle versioni europee del motore di ricerca, sia in quelle extraeuropee. Google dovrà rimuovere anche gli url già deindicizzati nella versione europea.

La vicenda

L’iter che ha portato a questa decisione nasce dalla precisa richiesta di un cittadino italiano residente negli Stati Uniti. L’uomo si era appellato all’Autorità per richiedere di far rimuovere numerosi url europei ed extraeuropei che rimandavano a messaggi o brevi articoli anonimi, pubblicati su forum o siti amatoriali, giudicati gravemente offensivi della propria reputazione. Come spiega la newsletter dell’Autorità della privacy, la decisione è stata presa per garantire all’italiano l’effettiva tutela dei suoi dati.

Parole ritenute false

Tra i motivi che hanno portato al pronunciamento, ci sarebbe anche il fatto che i testi relativi all’uomo riportavano informazioni ritenute false sul suo stato di salute e su gravi reati connessi alla sua attività di professore universitario. “Chiedendo di deindicizzare il suo nome da tutti i siti, anche extraeuropei, l’uomo lamentava anche il fatto che, non appena un url veniva rimosso, subito ne venivano generati altri con contenuti analoghi” si legge sulle agenzie.

Le motivazioni del procedimento

Partendo da questi presupposti, il Garante ha ritenuto che la “perdurante reperibilità” sul web di contenuti non corretti e inesatti avesse un impatto “sproporzionatamente negativo” sulla sfera privata della persona. E pertanto ha chiesto a Google di deindicizzarli.

Come vanno tutelati i dati sulla salute

Tra i motivi della richiesta da parte dell’Autorità spicca anche quello relativo alla diffusione di dati sulla salute, non in linea con quanto disposto dal Codice privacy e dalle Linee guida dei Garanti europei sull’attuazione della sentenza Google Spain. Come spiega l’Ansa, in base alle Linee guida, il trattamento dei dati sulla salute è uno dei criteri da considerare per bilanciare il diritto all’oblio e il diritto/dovere all’informazione. Inoltre va valutata la natura dei contenuti di cui si chiede la rimozione: nel caso in cui si tratti di “informazioni che sono parte di campagne personali contro un determinato soggetto, sotto forma di rant (esternazioni negative a ruota) o commenti personali spiacevoli”, la deindicizzazione deve essere giudicata con maggiore favore in presenza di “dati che sembrano avere natura oggettiva ma che sono, in realtà, inesatti, in termini reali”, soprattutto “se ciò genera un’impressione inesatta, inadeguata o fuorviante rispetto alla persona interessata”.

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Natale, i compiti delle vacanze sono troppi

 

Per 8 studenti su 10 i compiti da svolgere durante le vacanze di Natale sono troppi. È quanto emerge da un sondaggio svolto da Skuola.net su un campione di 1.800 ragazzi delle scuole medie e superiori. Temi, problemi ed esercizi sono assegnati dall’82% dei professori, a fronte di un 18% che ritiene opportuno risparmiare questa fatica ai propri studenti.

Italiano e matematica in pole position

E, in fatto di compiti da svolgere, italiano e matematica sono le materie regine. Il 33% dei ragazzi, infatti, dedicherà la maggior parte del proprio tempo a elaborati, autori e poesie; per il 24% degli intervistati, invece, ad assorbire le energie intellettuali sarà soprattutto la matematica. Seguono nella classifica l’accoppiata greco-latino (il 12%) e quindi le lingue straniere (11%).

Libri da leggere per il 70% degli studenti

Per il 70% dei ragazzi, la lista dei compiti comprende anche alcuni libri da leggere: uno solo per il 28%, due per il 20%, tre per il 9% e più di tre per il 13%. Anche qui, però, non manca chi eviterà l’incombenza a pié pari, facendo semplicemente finta di aver letto o copiando le relazioni dai compagni.

Chi fa i compiti e chi no

Ma non tutti gli studenti faranno i compiti, anzi. In base ai dati raccolti, solo il 50% dei ragazzi li terminerà entro il 6 gennaio, mentre il 36% ne svolgerà una parte per copiare il resto, il 7% li copierà in toto e il 7% ignorerà completamente l’incombenza, ritornando a scuola senza aver fatto niente. Che ne sarà di loro? Solo il 37% corre il rischio di ricevere punizioni e brutti voti, a fronte di un 29% che è consapevole del fatto che i compiti non verranno mai corretti. Tra i diligenti, il 55% svolgerà i compiti in autonomia, mentre il 30% chiederà una mano ai compagni di scuola, il 12% ai genitori e il 3% ad altri parenti.

Il tempo dello studio

Tanti compiti in pochi giorni o un po’ di compiti ogni giorno? Questione di scelte e di organizzazione. Secondo l’indagine, il 27% di chi si applicherà nello studio cercherà di concentrare lo sforzo in 5 giorni, mentre quasi un terzo pensa di doversi dedicare ai compiti praticamente per tutto il periodo.

Le occupazioni per chi non fa i compiti

In vacanza più che mai, non mancano le alternative allo studio. Come trascorreranno il tempo i ragazzi che non hanno intenzione di fare i compiti? Il 41% starà il più possibile con gli amici, il 22% si dedicherà ai propri interessi, il 18% si godrà la famiglia, il 16% partirà per un viaggio.

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Ma chi l’ha detto che siano pigri? I bambini italiani sono super attivi

 

Eliminiamo un altro stereotipo legato ai bambini italiani, ovvero quello che siano pigroni e sedentari. Le ultime rilevazioni ci dicono , invece e per fortuna, che le cose stanno in modo diametralmente opposto. I piccoli italiani, quelli di età compresa fra i 5 e i 13 anni, sono dei veri e propri campioni di attività fisica.

I dati diffusi da Doxa

Quasi due bambini su tre praticano abitualmente almeno uno sport: ecco, in sintesi, cosa emerge da KidSport, il primo osservatorio permanente sui ragazzi e lo sport condotto da Doxa.  “La pratica sportiva in Italia è in aumento per tutte le fasce d’età. Ma sul fronte bambini e ragazzi registriamo l’incremento più significativo” spiega Fabrizio Savorani, senior advisor di Doxa Kids.

Famiglie sempre più sportive

Lo sport sembra essere una passione condivisa nell’ambito familiare. Ovviamente, se i genitori praticano attività sportiva sarà ancora più facile che i figli ne seguano l’esempio. “La corrispondenza è pressoché diretta. Nelle famiglie in cui almeno un genitore pratica uno sport, l’incidenza dei bambini sportivi è pari al 69%. Con il 13% che pratica due o più sport! Nei nuclei “sedentari” invece i 5-13enni che frequentano abitualmente un corso sportivo scendono a quota 51%” spiega Cristina Liverani, Research Manager.

Nuoto e calcio i più praticati

Tra i giovanissimi fra i 5 e 13 anni risultano calcio e nuoti i due sport maggiormente frequentati. Il nuoto è però più trasversale: lo praticano quasi un terzo dei bambini, maschi e femmine. Soprattutto tra i giovanissimi. “Mentre per il 53% dei maschi la risposta è una sola: calcio, calcio e ancora calcio; per le femmine c’è un tris di discipline: danza (20%), ginnastica artistica/ritmica (19%) e pallavolo (12%)” racconta Linda Corbetta, Research Manager.

I bambini amano i campioni “veri”

La passione per lo sport travalica la mera attività fisica. Sono infatti tantissimi i piccoli fan dei campioni dello sport di oggi, con Federica Pellegrini e Valentino Rossi a guidare la classifica dei preferiti. Le femmine vedono in Pellegrini, poi Rossi quindi Totti e Bebe Vio i loro eroi. I maschi adorano nell’ordine Valentino Rossi e una schiera di calciatori, con Buffon, Totti, Ronaldo e Messi in primis. Ovviamente, i giovani tifosi seguono lo sport anche in Tv o dal vivo, “Senza sottovalutare il mondo digital, social e videogiochi a tema calcio che coinvolge un appassionato su 3” aggiunge ancora Cristina Liverani.

“La sfida per gli altri movimenti è e sarà proprio quella: coinvolgere sì in presa diretta ma anche appassionare. Perché lo sport è un universo ricco e valoriale. E proprio nelle parole dei ragazzi rimanda ai concetti di ‘amicizia’, ‘piacere’, ‘salute’ e, ancora, ‘natura’” conclude Corbetta.

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Italia, arrivano le prime 15 bandiere gialle dei Comuni Ciclabili

 

Appassionati delle due ruote, siate felici e preparatevi a montare in sella per pedalare in sicurezza. Esiste un nuovo strumento che consente di identificare subito i luoghi bike firendly. Hanno fatto il loro debutto – e alcune sono state già distribuite – le bandiere gialle delle ciclabili italiana. Volute da FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, le bandiere attestano l’eccellenza in materia “ciclistica” dei territori e sono state distribuite ai primi 15 Comuni Ciclabili del Belpaese. Il riconoscimento “Comune Ciclabile” di FIAB attribuisce alle località un punteggio da 1 a 5, assegnato sulla base di diversi parametri e rappresentato da altrettanti “bike-smile” apposti sulla bandiera.

15 Comuni Ciclabili, ecco la mappa dei luoghi bike friendly

Belluno, Cannobio (VCO), Corinaldo (AN), Fano (PU), Ferrara, Giulianova (TE), Loano (SV), Parma, Pescara, Pineto (TE), Rimini, Sestri Levante (GE), Sulbiate (MB), Urbana (PD) e Vittorio Veneto (TV) – in ordine alfabetico – sono le prime 15 località italiane a essere insignite della bandiera gialla di “Comune Ciclabile”. Luoghi e realtà molto diversi fra loro, distribuiti in quasi tutta Italia. “Comuni Ciclabili” non nasce per premiare unicamente territori che, in considerazione della loro morfologia e attitudine turistica, possono vantare ad esempio lunghe piste ciclabili, ma si propone, invece, di incentivare le amministrazioni ad adottare politiche a favore della mobilità ciclistica, premiare l’impegno di chi ha già messo in campo iniziative bike-friendly e valorizzare le località più accoglienti per chi si muove in bicicletta. Una scelta di mobilità con ricadute positive per l’intero territtorio, oltre che la salute dei cittadini.

Come fare per avere la bandiera gialla

Altri riconoscimenti verranno assegnati da Fiab nel corso dei prossimi mesi. Per ottenere una preziosa bandiera gialla, il comune interessato deve possedere almeno due requisiti tra tutti quelli richiesti: uno nell’area “infrastrutture urbane” (ciclabili urbane e moderazione traffico e velocità) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”).

“Abbiamo riscontrato un grande interesse per il progetto Comuni Ciclabili e sono già un centinaio le amministrazioni che, a poche settimane dal lancio, hanno registrato sul sito la loro candidatura. Ricevere la bandiera gialla della ciclabilità italiana significa possedere uno strumento in più per la promozione turistica del proprio territorio, ma, soprattutto, dimostrare ai propri cittadini il positivo risultato di scelte politiche che favoriscono lo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente e delle persone” ha detto Giulietta Pagliaccio, presidente Fiab.

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Opera bene nel B2C e conquisterai posizioni nel B2B

 

Il made in Italy è talmente importante per l’economia italiana da influenzarne pesantemente la struttura produttiva. Il fatturato raggiunto ogni ano dall’insieme dei settori del made in Italy – moda, arredo casa, tempo libero, alimentazione mediterranea e meccanica collegata – è fondamentale nel determinare il saldo positivo della bilancia commerciale e costituisce una quota molto rilevante del Pil. I prodotti made in Italy hanno una grande opportunità nell’era dell’e-commerce, ma tutti gli indicatori dicono che ancora c’è molta strada da fare, specie nel business to business, che in valore può dare più soddisfazione del business to consumer.

In realtà le tradizionali barriere tra B2B e B2C stanno venendo meno. Per spiegarne il motivo, vale la pena riprendere alcune teorie di Gianpaolo Fabris, eminente sociologo italiano scomparso nel 2010. Con largo anticipo, Fabris descriveva i fenomeni di contagio da parte del web sullo shopping reale e di un consumatore che diventava sempre più e-consumer. Le caratteristiche dell’e-consumer sono quelle di essere nomade (che visita molti siti web prima dell’eventuale acquisto), selettivo (che compara continuamente i prodotti ed è fedele a più brand), competente (assai preparato sulle caratteristiche dei prodotti), sensibile al prezzo, cittadino del mondo, critico, richiedente una relazione personalizzata ed esigente sul servizio. Questo vuol dire che alle aziende italiane basterà rimanere aggiornata sugli interessi di questo e-consumer per rispondere positivamente sia ai consumatori che alle imprese. E sono numerose le ricerche che mostrano come i buyer vorrebbero che i loro fornitori si dotassero di e-commerce B2B per moltiplicare i vantaggi, primo su tutti la riduzione dei tempi di acquisto.

Dal punto di vista dei dati, qualcosa inizia a muoversi, e nel 2016 si è realizzato un incremento del +46% dei siti italiani di e-commerce rivolti al business to business. Il numero di questi siti web ammonta a 11.200, ma nel complesso le imprese italiane che fanno e-commerce sono il 7% del totale, mentre in Unione Europea la percentuale è del 17%. Un dato interessante fornito da Netcomm è quello che riguarda la stima del valore dell’e-commerce B2B e B2C registrato nel 2015. In Italia ci si aggira sui 38 miliardi di euro di fatturato, 20 dei quali proviene dal B2B, che ha dunque superato in valore il B2C. Lo stesso accade nei mercati dove l’e-commerce è più sviluppato: in Germania dal B2C provengono 95 miliardi di euro e dal B2B ben 136 miliardi; nel Regno Unito il B2C genera 168 miliardi di euro e il B2B 228 miliardi di euro; negli Stati Uniti il B2C vale 650 miliardi di euro, mentre il B2B tocca il tetto dei 700 miliardi di euro.

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Abbronzatura perfetta: quello che c’è da sapere per una pelle bella e in salute

 

Lo sappiamo: il colorito dorato dell’abbronzatura dona a tutti, uomini e donne. E tutti vogliamo approfittare di ogni raggio di sole per concederci quel tocco ambrato sulla pelle che regala un aspetto infinitamente più sano ed attraente rispetto al grigiore cittadino. Nessuno, però, vuole ridursi con volto e schiena rossi come un pomodoro, ottenendo così l’effetto contrario rispetto alla desiderata tintarella. Che il sole faccia bene, è cosa risaputa, se preso con le dovute misure e cautele. E che possa fare male è altrettanto noto. Ecco, quindi, un veloce prontuario sulle regole base dell’abbronzatura perfetta e sicura.

I benefici dei raggi

E’ cosa risaputa che la luce solare sia una preziosa alleata della salute, in particolare quella delle donne: permette infatti di sintetizzare la vitamina D, che fa così bene a ossa e scheletro, allontanando i pericoli dell’osteoporosi. Altrettanto noti sono i benefici a carico della pelle: il sole è un ottimo trattamento per la cura di vitiligine e psoriasi.

I guai del sole

Troppo sole, specie se preso nelle ore più calde della giornata e senza protezione,  fa male, malissimo. Innanzitutto è tra i principali colpevoli dell’invecchiamento precoce della pelle, causando la comparsa di rughe e macchie. Per non parlare di patologie più gravi legate  proprio a un’esposizione eccessiva.

Stare all’ombra? Potrebbe non bastare

Uno dei miti da sfatare che che, in presenza di nuvole, non filtrino i raggi Uvb e Uva. Errore: questi raggi ultravioletti passano attraverso lo strato nuvoloso. Così come stare sotto l’ombrellone non è una protezione sufficiente: la sabbia, e molto di più l’acqua e la neve, riflettono i raggi che colpiscono comunque la nostra epidermide.

Crema solare sempre

Addirittura prima di uscire di casa per andare al mare, fare una passeggiata o comunque storia all’aria aperta è buona norma passarsi la crema solare. Fermo restando che la protezione totale non esiste, i prodotti in commercio indicano con dei numeri il livello di protezione assicurato. Più è alta questa cifra, più è potente il filtro. Però, siccome la scala di protezione è a discrezione delle case cosmetiche, è sempre meglio controllare anche la dicitura stampata sulle confezioni: nessuna protezione, protezione bassa, media, alta, molto alta e ultra. I patiti della tintarella possono stare tranquilli: anche con un filtro solare alto ci si abbronza, anzi, ci si colora meglio. La crema va messa fino all’ultimo giorno di esposizione.

Bambini da proteggere

I più piccoli sono più a rischio di scottature rispetto gli adulti. Ecco perché per loro va scelta una crema ad alta protezione, da rimettere più volte al giorno e soprattutto dopo il bagno e la doccia. I bambini fino a tre anni andrebbero protetti sempre anche con un cappellino e portati al mare solo nelle ore più fresche della giornata, al mattino presto e nel tardo pomeriggio.

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Mediclinics: asciugamani elettrico, igiene assicurata

Quando ci si trova fuori casa e si ha necessità di utilizzare i servizi igienici, si spera sempre di trovare un ambiente pulito e sanificato per evitare di entrare in contatto con batteri e virus di ogni tipo. Per nessuno è infatti piacevole dover usufruire di servizi igienici in cui l’ambiente sia poco gradevole, ed in questi casi si cerca di limitare la propria presenza all’interno dei locali solo per quei pochi secondi strettamente necessari. Anche all’interno degli ambienti più curati però, vi è un particolare che viene spesso ignorato e che invece è molto importante per garantire una buona esperienza al cliente all’interno dei servizi igienici che gestiamo, ovvero l’asciugatura delle mani.

Aver predisposto un sistema di asciugatura che non garantisce un’igiene perfetta andrebbe a compromettere il lavoro di detersione di acqua e sapone, causando nuovamente il proliferare di microbi e batteri sulla superficie delle mani. È questo il caso dei fazzoletti, che possono essere veri e propri contenitori di germi e che comunque non garantiscono un’asciugatura perfetta, o dei dispenser per asciugamani a rotoli in stoffa.

Per avere la certezza di offrire ai tuoi clienti un servizio a cinque stelle, nulla è meglio degli asciugamani elettrici Mediclinics e può organizzare per te il viaggio incentive che hai in mente per i tuoi dipendenti, occupandosi di gestire ogni aspetto organizzativo e di fornire assistenza anche durante il viaggio, per qualsiasi richiesta o necessità dovesse presentarsi. Affidati dunque a professionisti del settore per far si che il viaggio dei tuoi dipendenti possa essere una fantastica occasione di divertimento e al tempo stesso uno splendido modo per accrescere il loro senso di appartenenza nei confronti dell’azienda.

Viaggi Incentive con New Team Eventi

Ogni grande azienda che si rispetti sa bene che dietro i propri successi e la propria competitività sul mercato c’è il lavoro dei propri dipendenti: la professionalità, l’esperienza accumulata dal lavoratore nel tempo e le competenze acquisite sul campo fanno si che ogni lavoratore possa realmente essere protagonista dei successi e delle conquiste che l’azienda per la quale lavora ottiene sul mercato. Riconoscere al dipendente il giusto merito e premiarlo per le sue fatiche è una ricompensa alla quale ogni azienda dovrebbe ricorrere, sia per gratificare che per aumentare la sensazione di appartenenza all’azienda percepita dal lavoratore stesso.

Il riconoscimento più utilizzato dalle aziende, e al tempo stesso la ricompensa più ambita dai lavoratori, è sicuramente il viaggio incentive. Si tratta di un viaggio premio che l’azienda organizza per gratificare il lavoratore, ringraziarlo per il suo impegno quotidiano e dedizione in tutto quello che fa. In genere l’azienda offre un viaggio incentive quando il lavoratore, o il gruppo di lavoro, ha raggiunto un determinato obiettivo precedentemente stabilito. Tale soluzione serve dunque anche a spronare i dipendenti a fare di più così da riuscire ad ottenere il tanto gradito viaggio premio. In genere le località prescelte sono mete tra le più famose e ambite al mondo, veri e propri paradisi in cui tutti vorrebbero andare almeno una volta nella vita.  L’organizzazione di un viaggio incentive può non essere semplice, soprattutto per chi non è del settore e non conosce in dettaglio tutte le pratiche da attenzionare quando si organizza un viaggio all’estero.

Per questo è bene affidarsi a chi, come la New Team Eventi, ha grande esperienza nell’ organizzazione eventi Milano e può organizzare per te il viaggio incentive che hai in mente per i tuoi dipendenti, occupandosi di gestire ogni aspetto organizzativo e di fornire assistenza anche durante il viaggio, per qualsiasi richiesta o necessità dovesse presentarsi. Affidati dunque a professionisti del settore per far si che il viaggio dei tuoi dipendenti possa essere una fantastica occasione di divertimento e al tempo stesso uno splendido modo per accrescere il loro senso di appartenenza nei confronti dell’azienda.